Passa ai contenuti principali

Post

LICENZIAMENTO PER PAUSA NON AUTORIZZATA

Le pause sul lavoro non autorizzate o prolungate oltre il periodo autorizzato configurano un grave inadempimento contrattuale che può determinare il licenziamento per giusta causa. La Corte di Cassazione rileva che il licenziamento può considerarsi illegittimo solamente se al fatto contestato al lavoratore il contratto collettivo applicato in azienda fa corrispondere espressamente una sanzione conservativa. La Corte di Cassazione con sentenza 21628/2019 ha confermato la legittimità del licenziamento disciplinare intimato dal datore di lavoro al dipendente che allungava a suo piacimento la pausa pranzo; la sentenza ha confermato i due precedenti gradi di giudizio di merito tenutisi innanzi al Tribunale di Cassino e alla Corte d'Appello di Roma. La vicenda esaminata dai giudici era inoltre aggravata dal mancato completamento del lavoro e dell'aver lasciato il lavoratore l'automezzo aziendale incustodito. I giudici hanno ritenuto grave il comportamento di chi prolun...

Infortunio: Nessuna responsabilità per il datore di lavoro inconsapevole della prassi aziendale di rimuovere i presidi di sicurezza

L’art. 71, D.LGS. n. 81/2008 impone al datore di lavoro l’obbligo di verificare la sicurezza delle macchine operanti nella propria azienda e di rimuovere le fonti di pericolo per i lavoratori ad esse addette. In conseguenza di tale precetto “ Il datore di lavoro è responsabile del mancato intervento finalizzato ad assicurare l’utilizzo in sicurezza di macchinari e apparecchiature provvisti di dispositivi di protezione e, in tal senso, del fatto di non esigere che tali dispositivi non vengano rimossi; ma, nel caso di infortuni derivanti dalla rimozione delle protezioni a corredo dei macchinari, anche laddove tale rimozione si innesti in prassi aziendali diffuse o ricorrenti, non si può ascrivere tale condotta omissiva al datore di lavoro laddove non si abbia la certezza che egli fosse a conoscenza di tali prassi, o che le avesse colposamente ignorate ” (Corte di Cassazione Pen. 15 maggio 2019, n. 20833). Un'importante analisi degli obblighi di sicurezza del datore di lavoro è co...

In Valle d'Aosta fondi europei per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato

La Regione Valle d'Aosta ha rifinanziato con le risorse del Fondo Sociale Europeo (F.S.E.) l' Avviso 18 AB , che prevede un incentivo economico triennale per le assunzioni di lavoratori a tempo indeterminato o le trasformazioni di rapporti a termine in contratti a tempo indeterminato effettuati entrambi entro il 31/12/2019.  L'incentivo, limitato ad un massimo di quattro unità lavorative per azienda, ammonta a euro 8.000,00 per ognuno dei tre anni finanziabili e presuppone il mantenimento della forza lavoro per tutto il periodo finanziato. Nel caso di riduzione di organico l'incentivo, che viene erogato in unica soluzione all'inizio del periodo, deve essere restituito nel caso l'azienda nel corso del triennio riduca il personale assunto;  è richiesta, infatti, fideiussione a garanzia della restituzione. Si evidenzia in proposito che non sono incentivabili le assunzione in contratto di apprendistato o di lavoro a chiamata.  Per ottenere il contributo...

LAVORO OCCASIONALE: molti dubbi e poche certezze soprattutto nel settore turistico

Le modifiche apportate ai buoni lavoro - più noti come Voucher - (art. 54 bis D.L. 50/2017) dalla legge di conversione del D.L. 87/2018 creano poche certezze e lasciano molti dubbi soprattutto per le novità introdotte nel comparto turistico. La prima incertezza è la definizione non espressa nel testo di legge “ delle aziende alberghiere e delle strutture ricettive che operano nel settore del turismo ”. La definizione va ricercata nella normativa specifica di settore e in particolare è individuabile nell’art. 12 del D.lgs 79/2011 e nella legislazione regionale (per la Valle d'Aosta L.R. 34/1984 e L.R. 11/1996), ove viene regolamentata la materia. La definizione si estende pertanto a tutte le strutture alberghiere ed extra alberghiere (Bed and breakfast, RTA, rifugi campeggi, ecc.) le quali consentono il pernotto. Ne deriva pertanto che ristoranti e bar non sono considerati strutture ricettive, salvo che siano annessi nelle predette strutture; in tal caso a fronte di un concet...

RUOLI NULLI se la notifica via PEC è priva di firma digitale

La notifica dei ruoli esattoriali effettuata tramite Posta Elettronica Certificata deve essere firmata digitalmente a pena di nullità. Il principio di diritto è stato sancito nelle sentenze 93/1/2018, 615/2/2017 e 821/1/2017 pronunciate dalla Commissione Tributaria Provinciale di Vicenza. Con la Pec si può notificare la cartella di pagamento in formato di documento telematico. L’organo giudicante, ai sensi dell’articolo 20, comma 1-bis del Dlgs 82/2005(Codice dell’amministrazione digitale), deve stabilire se la tipologia di file scelto per la notifica garantisca la conformità del documento informatico all’originale e se la firma apposta sia valida. I giudici vicentini nel caso esaminato hanno ritenuto che il documento notificato, in formato <.pdf>, privo di sottoscrizione digitale non garantisce né la sua immodificabilità, né la sua provenienza. Secondo la CTP la cartella di pagamento allegata a un messaggio di posta elettronica certificata deve, a pena di nullità, esse...

SICUREZZA IN AZIENDA E CONTRIBUTI INAIL - Entro il 31 maggio le domande

L'INAIL con il bando ISI 2017 mette a disposizione delle imprese 250 milioni di euro per interventi finalizzati ad aumentare la sicurezza dei luoghi di lavoro. Lo stanziamento prevede contributi a fondo perduto sino ad un massimo del 65% dei costi aziendali sostenuti per migliorare la sicurezza aziendale. L’ammontare del contributo dipende dall’asse scelto: per gli assi 1, 2 e 3 è di 130.000 euro, per l’asse 4 è di 50.000 euro, mentre per l’asse 5 è di 60.000 euro. I fondi sono assegnati secondo l’ordine di presentazione delle domande, fino ad esaurimento delle risorse disponibili. I fondi messi a disposizione sono suddivisi in cinque assi di finanziamento, differenziati in base ai destinatari e alla tipologia dei progetti che saranno realizzati: adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale ai sensi del D.lgs 231/2001, progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi, progetti di bonifica da materiali contenenti amianto, progetti per...

CESSIONE DEL QUINTO DELLO STIPENDIO - Non è necessaria l’accettazione del datore di lavoro “ceduto”

In base alla normativa del codice civile (Art. 1977 ss. - Cessione di beni ai creditori) - la cessione del quinto dello stipendio è un contratto diretto tra il debitore cedente (lavoratore) e il creditore (istituto di credito), a cui il terzo ceduto (datore di lavoro) rimane estraneo. Infatti il datore di lavoro in quanto terzo debitore non deve verificare la sussistenza dei presupposti di validità della cessione (Cass. n. 2055/1972), ma è semplicemente obbligato a dare esecuzione alla cessione non appena la stessa gli viene formalmente comunicata. Il datore di lavoro è soltanto tenuto a ricevere la notifica e non anche a sottoscrivere atti proposti dall'istituto di credito. Non esistendo, pertanto, un obbligo di legge e’ sconsigliato firmare sia il Certificato di stipendio, sia l'Atto di benestare. Al dipendente ai fini dell'ottenimento del finanziamento richiesto è, infatti, sufficiente presentare all’istituto di credito la busta paga. Quanto all'azienda è consig...

AGGIORNAMENTI

Se vuoi ricevere le notizie dal sito inserisci il tuo indirizzo e-mail: